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Il raggio verde salva la prostata

venerdì 16 novembre 2012
Il raggio verde salva la prostataCon questo intervento, che si effettua in ambulatorio, il laser “vaporizza” la parte malata senza farla sanguinare.

di Paola Occhipinti - pubblicato sulla rivista "OGGI"

Buone notizie per i signori uomini alle prese con disfunzioni della prostata. Una nuova tecnica chirurgica, approdata da qualche mese in Italia dagli Stati Uniti è già utilizzata con successo negli ospedali, è in grado di risolvere l’iperplasia prostatica, e cioè quella patologia benigna che coinvolge l’80 per cento degli uomini sopra i 50 anni.

Nello specifico, si tratta di una metodologia che sfrutta la potenza di un raggio laser al tribulato di litio (Greenlight XPS) e che rispetto agli altri tipi di intervento chirurgico rappresenta svariati vantaggi. “Primo fra tutti il risparmio di tempo e denaro”, spiega il professor Giovanni Ferrari, primario di Urologia e Andrologia all’Hesperia Hospital Modena, “visto che l’intervento eseguito in ospedale (a carico del servizio sanitario nazionale) si risolve ambulatorialmente in day-hospital nel giro di qualche ora e non più tramite un ricovero di 3-5 giorni”.

In cosa consiste l’operazione? “ Si effettua per via endoscopica con anestesia spinale (o locoregionale) associata a una leggera sedazione: la fibra laser, introdotta nell’uretra attraverso un sottile cistoscopio (uno strumento a fibre ottiche) vaporizza millimetro per millimetro con estrema precisione l’arca interessata senza farla sanguinare”. Motivo per cui questa tecnica rappresenta un altro enorme vantaggio per pazienti ad alto rischio, come quelli con malattia cardiovascolari in cura con farmaci anticoagulanti, che possono essere operati senza dover sospendere la terapia, o i portatori di pacemaker.

“Rispetto agli altri interventi utilizzati finora”, specifica il Professor Ferrari, “Greenlight tutela la potenza sessuale e preserva la continenza. Anche gli effetti collaterali sono praticamente inesistenti: l’unico indesiderato è che al termine dell’operazione bisogna sopportare per qualche ora il fastidio di un catetere. Vista la risoluzione rapida dei sintomi, anche in Italia sarebbe auspicabile arrivare ad usare questo tipo di laser nel 60-70 % degli interventi chirurgici riguardanti l’iperplasia prostatica”.

Quali sono i campanelli d’allarme dell’iperplasia prostatica? “Prima di tutto”, spiega il Professor Ferrari, “la necessità di urinare spesso, specialmente di notte, ma anche la sensazione di svuotamento incompleto della vescica e il flusso urinario debole devono essere osservati con sospetto, soprattutto dopo una certa età. Nei casi più gravi, invece, può presentarsi bruciore durante la minzione, perdita di urina, o problemi ad arrestare o avviare il flusso urinario. In ogni caso a partire dai 50 anni, gli uomini dovrebbero imparare dalle proprie compagne ad effettuare esami periodici di controllo, affidandosi ad uno specialista per prevenire eventuali evoluzioni maligne. Anche se il carcinoma prostatico non è da considerarsi una degenerazione dell’iperplasia”.

Esami e prevenzione: cosa c’è da sapere
Controlli annuali e a tavola niente birra

Per stabilire la funzionalità e l’entità dell’ingrossamento della ghiandola prostatica, l’urologo effettua una diagnosi mirata che secondo i casi può comprendere: un’esplorazione rettale, un esame del sangue specifico (il PSA),consigliato annualmente a partire dai 50 anni, un’ecografia della vescica e un esame delle urine. Se il problema è lieve si ricorre al trattamento farmacologico, per quello complesso all’intervento chirurgico. In ogni caso, a livello di prevenzione è utile: bere tanta acqua anche fuori pasto, ridurre il consumo di sale e di carne rossa e quello di alcolici. In particolare, chi ha una disfunzione alla prostata deve eliminare la birra: il luppolo può favorirne la congestione.

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